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CHE  COS'E'  LA  “SICUREZZA  ANTINCENDIO”

Nel nostro settore, si usa spesso, la locuzione “Prevenzione Incendi”, per definire il campo  operativo rivolto a contrastare eventi sinistri correlati al fuoco (es: incendi, esplosioni, ecc). 

Noi prediligiamo un'altra espressione, più efficace, ad individuare la vastità di tale campo, ossia: “SICUREZZA ANTINCENDIO” (campo di specializzazione internazionalmente identificato con il termine anglofono di FIRE SAFETY).

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La “Sicurezza Antincendio” la possiamo definire come quella branca della Sicurezza, atta a salvaguardare la vita umana, l'integrità dei beni e dell'ambiente, adottando un'opportuna “sinergia di misure” di PREVENZIONE, di PROTEZIONE (che può essere passiva e attiva)  e GESTIONALE (es: manutentiva e di verifica) al fine di garantire nel tempo il permanere di un livello di “rischio accettabile”.

Tale “sinergia di misure” è meglio conosciuta come: STRATEGIA ANTINCENDIO”.

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A seguito di questa definizione si può comprendere come l'uso della locuzione “Prevenzione incendi” sia restrittiva.

IMPORTANZA E OBIETTIVI DELLA “SICUREZZA  ANTINCENDIO“

A livello comunitario la parte basilare degli obiettivi è stata fissata: prima dal testo consolidato della Direttiva 89/106/CEE (nota come Direttiva Prodotti da Costruzione o CPD), attualmente dal Regolamento Europeo n.305/2011 (che ha abrogato la Direttiva 89/106/CEE). 

In questi documenti sono stati definiti i “REQUISITI ESSENZIALI” (vedere Allegato I sia della Direttiva che del Regolamento sopra citati):

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    1) Resistenza meccanica e stabilità

    2) Sicurezza in caso di incendio

    3) Igiene, salute e ambiente

    4) Sicurezza nell'impiego

    5) Protezione contro il rumore

    6) Risparmio energetico e ritenzione di calore

    7) Uso sostenibile delle risorse naturali (aggiunto nel Regolamento n.305/2011)

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Come si evince, dall'elenco sopra riportato, la “Sicurezza in caso d'incendio” è seconda sola alla resistenza meccanica e stabilità delle strutture.

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I “requisiti essenziali” devono essere perseguiti in ogni paese che, appartenendo alla UE, abbia recepito la CPD (in Italia è stata recepita con DPR n.246 del 21/04/1993)

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Da osservare come la direttiva prima, ed il Regolamento n.305 attualmente, pongono l'accento principalmente sulla salvaguardia della vita umana e sulla protezione anche delle opere limitrofe a quella coinvolta nell'incendio.

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Si coglie l’occasione per evidenziare un aspetto a volte posto in secondo piano: l’attività della “Sicurezza Antincendio” non ha la presunzione di eliminare la possibilità di accadimento di un incendio, ma studia ed applica accorgimenti, progettuali ed operativi, volti alla “riduzione del rischio” entro limiti accettabili (rif.: DM 03/08/2015 vedere: Sez.G par. G.2.3 comma b)

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Si tratta, in sintesi, di ridurre il rischio entro limiti accettabili, mediante una coerente progettazione, esecuzione, manutenzione e gestione dell'attività.

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Affianchiamo il cliente (soggetto Privato, Azienda o Team di lavoro) per analizzare i rischi specifici e scegliere la “strategia più idonea” per perseguire gli obiettivi di sicurezza, nel rispetto delle regole imposte.

DEFINIZIONE

STRATEGIA ANTINCENDIO

Piano generale d’intervento costituito da una o più “misure di sicurezza antincendio” per il conseguimento di uno o più obiettivi primari di sicurezza.

DEFINIZIONE

MISURE ANTINCENDIO

Insieme di requisiti minimi (che deve avere: l'area operativa,  gli elementi strutturali, elementi architettonici-distributivi, gli impiantistici e gli aspetti gestionali) espressamente finalizzati alla protezione dai fenomeni legati a rilasci incontrollati di energia sotto forma di incendio o di esplosione.

SCELTA DELLE PIU’ IDONEE “MISURE ANTINCENDIO”

Le “misure di sicurezza” più idonee, per il conseguimento dell’obiettivo di sicurezza, le individuiamo seguendo una serie di fasi lavorative:

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  • Analisi dell’attività dal punto di vista del rischio incendio (Analisi dei rischi: fonti d’innesco, possibilità di propagazione e sviluppo, situazioni di pericolo per l’uomo, per i beni e per l’ambiente indotte dall’incendio stesso)

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  • Verifica dell’esistenza di specifiche disposizioni di prevenzione incendi di natura cogente per l’attività in esame e loro applicazione (dette disposizioni possono riguardare gli aspetti di sicurezza di carattere generale, come aspetti specifici relativi a determinate attività a rischio inserite nel complesso)

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  • Adozione di ulteriori misure compensative (secondo un piano strategico per il conseguimento degli obiettivi generali di sicurezza antincendio)

UTILIZZO DELLA FIRE SAFETY ENGINEERING

Per raggiungere sempre un'ottimale strategia antincendio, laddove il classico approccio deterministico non lo consenta,  possiamo operare con un approccio ingegneristico prestazionale (conosciuto internazionalmente con il termine anglofono di FIRE SAFETY ENGINEERING o brevemente con l'acronimo: FSE).

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La SICUREZZA ANTINCENDIO, da un punto di vista ingegneristico, mira al “condizionamento” dei sistemi di combustione, sia allo stato potenziale (prevenzione propriamente detta), sia allo stato di processo in corso (protezione attiva e passiva), salvaguardo nel tempo lo “stato di progetto” (approvato dai VVF, contenente i parametri di rischio accettabili), attraverso una corretta gestione (attuando operazioni di manutenzione e di aggiornamento atte a migliorare il livello intrinseco di sicurezza). 

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Si ricercano e si applicano, i principi di controllo dell’incendio (parametri critici caratterizzanti il sistema di combustione, comprensivo quest’ultimo delle condizioni al contorno), i quali fanno riferimento a parametri sostanzialmente di tipo statistico (soluzioni in forma probabilistica).

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La finalità di questi metodi è sempre quella di “garantire un livello di sicurezza antincendio adeguato”, ma per farlo si utilizzano metodologie internazionalmente riconosciute già da anni.

(METODI INGEGNERISTICI PRESTAZIONALI)

Obiettivo della “progettazione prestazionale” è la creazione d’un “modello decisionale” elaborato ad-hoc per l'attività in esame, volto all’ottimizzazione delle risorse, con lo scopo principale di ridurre il rischio incendio.

Operativamente la FIRE SAFETY ENGINEERING serve a definire un metodo per assegnare “un peso” a ciascun parametro influente e attribuire un “valore” ad un indice generale d’efficacia, per essere in grado di  valutare l’effettiva influenza, dei parametri sulla sicurezza antincendio.

Facendo ciò si sarà in grado di studiare l’impatto sulla sicurezza che avranno possibili future variazioni di tale parametri (es: ampliamento dell'attività, aumento del carico d'incendio, conflitto potenziale tra impianti tecnologici, ecc).  

Il vantaggio di un “approccio ingegneristico prestazionale”, sta nel fatto che si può (leggasi “deve”) prendere in considerazione anche la probabilità che una determinata misura di protezione fallisca nello svolgere la propria funzione.

Una volta correttamente calibrato il “modello decisionale”, è possibile verificare realisticamente l’incidenza delle scelte progettuali legate alla sicurezza all’incendio, potendo proporre soluzioni veramente efficaci ed efficienti. L’affidabilità del modello può essere rilevata sulla base della verosimiglianza che esso dimostra rispetto ad incendi reali, oppure a simulazioni numeriche.

Il modello decisionale crea una “correlazione” tra:  obiettivi, strategie e misure compensative.

Correlazione che  conduce ad una valutazione dell’efficienza del progetto di prevenzione incendi, con la possibilità d’inserire anche parametri economici al fine d’ottenere risposte realmente significative (n.d.r: questo è lo spirito che il legislatore ha voluto inserire nel  DM 03/08/2015).

METODOLOGIA DELLA FIRE SAFETY ENGINEERING

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